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venerdì 12 dicembre 2008

Benedetto XVI, gli speculatori, il Faraone e Giuseppe.


Ratzinger dice che la crisi alimentare è causata dagli speculatori.

Come spiegato in questo articolo, gli speculatori scommettono sull'aumento del prezzo di un bene (petrolio, grano), ma in effetti comprando in massa tutti assieme, determinano un aumento del prezzo di quel bene: una profezia che si autoavvera. Quando il prezzo è alto, loro rivendono e ci guadagnano. Però, in effetti, rivendendo in massa spesso determinano un abbassamento del prezzo di quel bene. La colpa della "crisi" è tutta loro?

Altri (vedi Il Lume Rinnovato), sostengono la tesi opposta: gli speculatori fanno aumentare i prezzi in tempi di vacche grasse e li fanno diminuire in tempi di vacche magre. È esattamente quello che sta accadendo adesso: il prezzo del petrolio è sceso da 148 $ di luglio agli attuali 45 $, il prezzo del grano è sceso da 470 Euro di febbraio 2008 agli attuali 240.

Non sono molto convinto dell'utilità del lavoro degli speculatori, credo che saremmo stati tutti più contenti se i prezzi non fossero saliti così tanto, per poi precipitare solo in occasione di una crisi globale.

Ma in ogni caso, come la mettiamo con Giuseppe?

«Allora il faraone disse a Giuseppe: "Nel mio sogno io stavo sulla riva del Nilo. Ed ecco salire dal Nilo sette vacche, grasse di carne e belle di forma, e pascolare nella macchia di papiro. Ed ecco sette altre vacche salire dopo quelle, deboli, bruttissime di forma e magre di carne: non ne vidi mai di così brutte in tutta la terra d'Egitto. Poi le vacche magre e brutte divorarono le prime sette vacche, quelle grasse. [...]

E mi svegliai Poi vidi nel mio sogno sette spighe venire su da un solo stelo, piene e belle. Ma ecco sette spighe secche, sottili ed arse dal vento orientale, che germogliavano dopo di quelle. E le spiche sottili inghiottirono le sette spighe belle." [...]

Allora Giuseppe disse al faraone: [...] stanno per venire sette anni, in cui vi sarà grande abbondanza in tutta la terra d'Egitto. Poi a questi succederanno sette anni di carestia, e si dimenticherà tutta quella abbondanza nella terra d'Egetto, e la carestia consumerà il paese. (Genesi, 41, 1-32)

Giuseppe viene nominato amministratore. Nei sette anni di vacche grasse accumula grano. Poi arriva la carestia. A questo punto gli Egiziani comprano il grano di Giuseppe:

«Così Giuseppe ammassò tutto il denaro che si trovava nella terra d'Egitto e nella terra di Canaan come prezzo del grano che essi comperavano. [...] Quando fu esaurito il denaro della terra d'Egitto e della terra di Canaan, tutti gli egiziani vennero da Giuseppe dicendo: "Dacci pane! Perché dovremmo morire sotto i tuoi occhi? Infatti non c'è più denaro" Rispose Giuseppe: "Cedete il vostro bestiame, e io vi darò pane in cambio del vostro bestiame, se è finito il denaro. [...]

Passato quell'anno vennero a lui nell'anno seguente e dissero: "Non nascondiamo al mio signore che si è esaurito il denaro, e anche il possesso del bestiame è passato al mio signore, non rimane più a disposizione del mio signore se non il nostro corpo e il nostro terreno ».(Genesi 47,2)

Giuseppe acquista il corpo e il terreno degli Egiziani, tutti ridotti a schiavi in cambio di pane. Schiavi, ma vivi! (A me questa cosa della speculazione convince sempre meno).

Insomma -ehm- papa, come la mettiamo con Giuseppe?

mercoledì 5 novembre 2008

Franca e Natalia: intervista doppia

Nome
Franca

Età?
Ho 48 anni.

Nazionalità?
Italiana.

Sei sposata?
Separata.

Hai figli?
Un figlio di dieci anni.

Che lavoro fai?
Sono impiegata alla Puliservice Padania (nome fittizio, NdRenzo).

In cosa consiste il tuo lavoro?
Faccio le pulizie all'Università e nelle ditte che hanno un contratto con Puliservice.

Che orari fai?
Dalle 6 alle 10 e dalle 17 alle 20-21.

Quanto guadagni?
Settecento. Con gli straordinari arrivo a 850.

Che tipo di contratto hai?
Assunzione a tempo indeterminato.

Hai paura di essere licenziata?
Guarda, il capo è pieno di debiti e se fallisce ci lascia tutti in braghe di tela. Ma parliamo solo di lavoro?

Ti senti stimata dal tuo datore di lavoro?

Lassuma perder...Mi considera peggio di uno straccio.

Ti piace il tuo lavoro?
Lo faccio per bisogno, devo pur portare a casa due lire, però son sempre stanca, mio figlio non lo vedo mai e alla sera devo pur fare il bucato e sistemar casa.

Qual'è il tuo sogno?
Sogno? Boh... vincere al superenalotto, sai come mando tutti a quel paese?

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Nome
Natalia

Età?
24 anni.

Nazionalità?

Ucraina.

Sei sposata?
Sì, da tre anni.

Hai figli?
Una figlia di due e uno di 6 mesi.

Che lavoro fai?
Pulizie, stiro, badante.

In cosa consiste il tuo lavoro?
Te l'ho detto, faccio le pulizie in casa della gente, oppure stiro o bado agli anziani.

Che orari fai?

Di solito comincio alle 9 e finisco massimo alle 5 del pomeriggio, perché poi i bambini escono dall'asilo.

Quanto guadagni?

Prendo 8 euro l'ora. In un mese arrivo a 950, 1000. Quando non avevo i figli arrivavo anche a 1400.

Che tipo di contratto hai?
Una signora anziana da cui vado tutti i giorni mi ha fatto un contratto a progetto, con gli altri sono in nero.

Hai paura di essere licenziata?

Ma no, non sono un'impiegata! Se un cliente non ha più bisogno, riempio subito il buco. Può anche capitare che non mi va di lavorare per qualcuno: se non mi rispetti io me ne vado, tanto quelle due ore a settimana le riempio.

Ti senti stimata dal tuo datore di lavoro?

Se lavoro bene i clienti sono soddisfatti e mi danno fiducia. Guarda: (mi mostra un mazzo di chiavi, NdRenzo) qua ho le chiavi di casa di tutti i pavesi ricchi.

Ti piace il tuo lavoro?

Sì, stirare mi piace, pulire un po' meno, però mi piace l'odore dei detersivi e rimettere tutto in ordine.

Qual'è il tuo sogno?

Ora che mio marito è regolare, possiamo risparmiare un po'. Mi piacerebbe avere una piccola attività, una lavanderia e stireria. E appena possiamo facciamo venire mia madre, che è da sola in Ucraina.

venerdì 10 ottobre 2008

Social shopping


«L'aumento della pasta Barilla e De Cecco è SPECULATIVO. Noi non aumenteremo il prodotto ma limiteremo l'assortimento al minimo. PUOI COLLABORARE NON COMPRANDO IL PRODOTTO.»

Volantino affisso da un negoziante di Milano e segnalato da minimarketing.

giovedì 9 ottobre 2008

Genìa di debitori


«L'odierna stretta creditizia non è risultato del fallimento delle banche. Al contrario, è il frutto del tutto prevedibile, anche se nel complesso inatteso, del loro straordinario successo: successo nel trasformare una enorme maggioranza di uomini e donne, vecchi e giovani, in una genìa di debitori. Perenni debitori, perché si è fatto sì che lo status di debitore si auto-perpetui e si continuino a offrire nuovi debiti come unico modo realistico per salvarsi da quelli già contratti. Entrare in questa condizione, ultimamente, è diventato facile quanto mai prima nella storia dell'uomo: uscirne non è mai stato così difficile. Tutti coloro che erano nelle condizioni di ricevere un prestito, e milioni di altri che non potevano e non dovevano essere allettati a chiederlo, sono già stati ammaliati e sedotti a indebitarsi. E proprio come la scomparsa di chi va a piedi nudi è un guaio per l'industria calzaturiera, così la scomparsa delle persone senza debiti è un disastro per l'industria dei prestiti

Tratto da un articolo di Zygmunt Bauman, da leggere con attenzione.