Visualizzazione post con etichetta I fratelli Karamazov. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I fratelli Karamazov. Mostra tutti i post

giovedì 24 aprile 2008

Padre Pio, silicone e cadaveri che puzzano


«Il lavoro che abbiamo dovuto svolgere è stato impegnativo, ma il risultato finale è davvero soddisfacente».

«C’è stato innanzitutto un bagno di alcool e formalina ad alta concentrazione [...]. Quindi il corpo è stato avvolto con bende e ovatta impregnata di una soluzione mummificante a base di creosoto, trementina, acido benzoico e altre sostanze».
«
La difficoltà maggiore è stata causata dal fatto che il corpo era molto bagnato, [...] ci siamo perciò meravigliati quando abbiamo constatato che il corpo non emanava cattivo odore. Nella ricognizione abbiamo riscontrato che i tegumenti sul volto ci sono tutti. Le fosse orbitarie e le pinne nasali ovviamente non si trovano mai, ma i padiglioni auricolari e le labbra li abbiamo trovati. Anche barba e baffi erano in buone condizioni e abbiamo potuto sistemarli bene. Quando è entrato il padre generale dei Cappuccini è rimasto di stucco: ha detto che sembrava stesse dormendo»
.
Nonostante l'
assenza di cattivo odore, il cranio è parzialmente scheletrizzato. Il problema sarà aggirato con la sottile maschera di silicone color carne che riproduce le sembianze di Padre Pio, arrivata tre giorni fa a San Giovanni Rotondo.


«Quando, prima ancora che facesse giorno, misero dentro la bara il cadavere [...], qualcuno tra i presenti domandò se si dovessero aprire le finestre. La domanda, fatta incidentalmente non si sa da chi [...] rimase senza risposta [...] ma unicamente perché l'idea che il cadavere di un uomo simile potesse decomporsi e puzzare parve loro una vera assurdità. [...] Il fatto è che dalla bara cominciò ad uscire, a poco a poco, ma sempre più insistente, il lezzo della putrefazione
»

I fratelli Karamazov - Fedor Dostoevskij

mercoledì 26 marzo 2008

Unisci i puntini dall'1 al 12

«[...] non c'è dubbio che in questi ultimi due secoli si dipana un piano materno di Maria che ha una sua strategia. Saverio Gaeta si è reso conto che se noi puntiamo sulla cartina dell'Europa le località delle principali apparizioni mariane e le uniamo tra loro con una riga tracciamo una "M" che si stende sull'Europa. Da questo deriva il titolo del libro: La Firma di Maria. È come se la Vergine Maria avesse messo la sua firma sull'Europa».

Padre Livio

«A me è dunque venuto in mente di segnare sulla cartina le 12 apparizioni che abbiamo nominato e ho visto che usciva una M, un po' come si fa con quei giochi che vengono pubblicati sui settimanali di enigmistica. Non credo si tratti di un qualcosa di casuale, bensì credo che risponda a quel piano di Maria che tu indicavi, e che intende proteggere questo nostro continente di Cristianità che per secoli è stato fedele al Cristianesimo ma che negli ultimi due secoli, in particolare dalla Rivoluzione Francese in avanti, sembra aver perso questo segno. E sappiamo bene come anche il fatto di non aver inserito le radici cristiane nella Costituzione Europea sia un fatto significativo in tal senso».
Saverio Gaeta


Provo a tracciare il piano di Maria sulla mappa dell'Europa di ViaMichelin e scopro che padre Livio e Saverio Gaeta devono aver male interpretato: non mi sembra possibile che Maria abbia una grafia tanto brutta:



Poi capisco dove sta l'errore. Saverio Gaeta dice di aver unito i puntini come si fa sulle riviste di enigmistica. Ma perdio, non è vero! Li ha uniti come capita, non dal primo all'ultimo come raccomandano le istruzioni! Cos'altro poteva ottenere se non uno sgorbio?


Nessun problema, ci penso io. Unisco i puntini dall'1 al 12
(Parigi 1830 -> Medjugorje 1981) ed ecco cosa ottengo:



Va molto meglio. Il tratto è più sicuro ed elegante. E poi, perché mai Maria dovrebbe usare l'alfabeto latino? (Qualcuno conosce l'arabo?)


«Noi abbiamo corretto la tua opera: l’
abbiamo basata sul miracolo, sul mistero, sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati che qualcuno abbia preso di nuovo a spingerli come un gregge, e che finalmente il loro cuore sia stato liberato da un dono così terribile, che aveva procurato loro tante sofferenze [la libertà, ndr]»

Fedor Dostoevskij - I fratelli Karamazov (dal discorso del Grande Inquisitore a Gesù)

mercoledì 20 febbraio 2008

I laici, Dio, la scienza, i bisogni

«Guardate i laici e tutta questa gente che si è innalzata al di sopra del popolo di Dio: non hanno forse deformato l'immagine di Dio e la Sua verità? Loro hanno la scienza, ma nella scienza c'è soltanto quello che cade sotto i sensi. Il mondo dello spirito, che è la meta superiore dell'essere umano, è stato ripudiato completamente, è stato bandito con un'aria di trionfo, anzi, con un senso di odio.

Hanno proclamato la libertà, specialmente negli ultimi tempi, e che cosa vediamo, cosa c'è nella loro libertà? Schiavitù e autodistruzione, nient'altro! Perché il mondo dice: "tu hai dei bisogni, perciò appagali, poiché hai gli stessi diritti degli uomini illustri e ricchi. Non aver paura di appagarli, anzi moltiplicali" [...] Ma qual è il risultato di questo diritto di moltiplicare i bisogni? Per i ricchi il risultato è l'isolamento e il suicidio morale, per i poveri l'invidia e l'omicidio, perché i diritti glieli hanno dati, ma i mezzi per soddisfare questi bisogni, non glieli hanno ancora indicati.»

Da i sermoni dello "Starek" Zosima, I fratelli Karamazov - Fedor Dostoevskij

(Curioso: il concetto di laicità attribuito da Dostoevskij ad un "santone" di fine ottocento è simile a quello di un ex-democristiano italiano d'inizio XXI secolo. Curioso anche quanto il medesimo santone sia marcusiano).

mercoledì 2 gennaio 2008

Il nostro secolo (II)

«Nel nostro secolo [...] gli uomini si sono divisi tutti in tante singole unità, ognuno si ficca nel proprio buco da solo, si allontana dagli altri, si nasconde e nasconde quello che ha, e così va a finire che respinge lontano da sé gli altri uomini e viene a sua volta respinto, sempre per colpa sua. Accumula ricchezze in solitudine e pensa: «Come sono forte ora, come sono al sicuro!» E non sa, questo sciocco, che quanto più accumula, tanto più affonda in un'impotenza che è autodistruttiva. Perché si è abituato a sperare solo in se stesso, e si è staccato del tutto isolandosi, ha abituato la sua anima a non credere nella solidarietà umana, negli uomini e nell'umanità, e trema soltanto all'idea di perdere il suo denaro e i diritti acquisiti con esso


Fedor Dostoevskij - I fratelli Karamazov
BUR pag 406-407.



P.S. (1)
Ecco qua. Quando ho letto quel brano mi è apparsa questa immagine, che anni fa è stata utilizzata in una delle campagne pubblicitarie di un "noto franchising immobiliare". Casa come isola di felicità. Delle controindicazione parla Dostoevskij appena sopra.

P.S. (2)
Il primo post dell'anno parla di casa, in qualche modo. Sarà un caso? Quel che è certo è che se il 2007 è stato l'anno della grande cerimonia, allora il 2008 sarà senz'altro l'anno della casa.

venerdì 21 dicembre 2007

Il nostro secolo (I)

«Nel nostro secolo [...] gli uomini si sono divisi tutti in tante singole unità, ognuno si ficca nel proprio buco da solo, si allontana dagli altri, si nasconde e nasconde quello che ha, e così va a finire che respinge lontano da sé gli altri uomini e viene a sua volta respinto, sempre per colpa sua. Accumula ricchezze in solitudine e pensa: «Come sono forte ora, come sono al sicuro!» E non sa, questo sciocco, che quanto più accumula, tanto più affonda in un'impotenza che è autodistruttiva. Perché si è abituato a sperare solo in se stesso, e si è staccato del tutto isolandosi, ha abituato la sua anima a non credere nella solidarietà umana, negli uomini e nell'umanità, e trema soltanto all'idea di perdere il suo denaro e i diritti acquisiti con esso

Fedor Dostoevskij - I fratelli Karamazov
BUR pag 406-407.