mercoledì 21 ottobre 2009
L'ultimo uomo sulla terra
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Andrea Ferrigno
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giovedì 3 settembre 2009
Fotoracconto di un veloce pasto domenicale
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Andrea Ferrigno
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Categorie branciforti, ceramica, cucina, diario di coppia, forme, gelo, ravioli
lunedì 31 agosto 2009
Le incredibili avventure di Sansone
La donna partorì e chiamò il figlio Sansone. (Gdc, 13)
Sansone e il leone.
Sansone incontra un leone sulla via, lo spirito del signore lo investì © e lo squarta a mani nude. Il giorno dopo ripassa di là e trova un favo di miele nella carcassa del leone. Lui prende il favo e se ne va tutto contento mangiando il miele. (Gdc, 14)
Sansone ne: "Le nozze di Sansone".
Sansone sposa una filistea. Ovviamente, al banchetto di nozze, è pieno così di filistei. Ora, c'è una cosa: a lui i filistei stanno proprio là, non li regge. Pensa: adesso li sistemo io, gli faccio un indovinello che non lo indovinano neanche morti. Si ricorda della faccenda del leone e:
«Dal divoratore è uscito il cibo, dal forte è uscito il dolce. Che cos'è?»
In palio 30 abiti, chi perde paga.
Silenzio e sgomento tra i 30 filistei. Si spremono le meningi, ma nulla.
Allora vanno di nascosto dalla sposa di Sansone, la pregano un po' e lei:
«È il leone»
«Il leone?!?»
«Ma nulla, è che l'altro giorno ha squartato un leone e ci ha trovato dentro un favo di miele, s'è fissato co sta stronzata...».
Quelli -tutti contenti- tornano da Sansone con la risposta. Sono un po' brilli, ridacchiano e si danno discretamente delle gomitate d'intesa.
Sansone, sobrio come un baccalà nei freddi mari del nord (ché lui non può bere vino e non può neanche mangiare salame: è nazireo) s'imbufalisce.
Va per strada e lo spirito del signore lo investì © uccide trenta passanti e gli prende i vestiti per darli ai filistei. Scommessa pagata.
Poi, incavolato nero, torna a casa da mammà.
Ah, la moglie viene data in sposa al testimone di nozze di Sansone. Vatti a fidare degli amici. (Gdc, 14)
La vendetta di Sansone
Sansone si dice: suvvìa, andiamo a far pace con mia moglie. Prende due capretti e si presenta dal suocero: «Voglio entrare da mia moglie nella camera».** Forse è un approccio un po' brusco, ma lui era uno fatto così. Il suocero lo informa che la moglie è stata data in sposa al suo compare d'anello, visto che sembrava non ne volesse più sapere.
Sansone s'infuria sul serio e lo spirito del signore lo investì © cattura trecento volpi, lega alla coda di ogni volpe una torcia accesa e le libera tra i campi dei filistei. Va tutto a fuoco.
Ora, rewind:
1) cattura 300-trecento volpi
2) lega una torcia alla coda di ogni volpe
3) accende tutte e trecento le torce
4) libera le volpi incendiarie nei campi dei filistei.
Baccalà, bastava un fiammifero. Ma lui era uno fatto così.
Sansone III - Il ritorno
Il filistei, per placare Sansone, uccidono il suocero e la fedifraga. Lui s'infuria ancora di più e lo spirito del signore lo investì © li ammazza tutti con una mascella d'asino.
Poi compone questi memorabili versi:
«Con la mascella d'asino
li ho ben macellati!
Con la mascella d'asino
ho colpito mille uomini!»
Naturalmente c'è anche la storia di Sansone e Dalila e «Che io muoia, insieme con i filistei!» e giù le colonne del tempio. Per chi avesse voglia di altre incredibili avventure di Sansone, sono in Gdc, 16.
* Questa ancora oggi è una grossa frustrazione per chiunque , ma per gli israeliti era la massima frustrazione. Oltretutto, vista la tendenza ad accoppiarsi tra consanguinei, era anche una cosa abbastanza frequente, vedi Sara e Abramo, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Rachele.
** Letterale
giovedì 27 agosto 2009
Mel Brooks in "Il barbiere di Sansone"
Leggi i libri che raccontano l'esodo e quello che ti aspetti è una storia di miti pastori che migrano, poveracci, in cerca di uno straccio di terra polverosa dove seminare qualche graminacea. T'immagini carri carichi di povere cose, donne incinte, vecchi che arrancano, bambini che hanno perso i genitori. Ti sembra di vederlo, Mosè che guida il suo popolo con saggezza, seguendo i suggerimenti dello spirito divino.
E invece, sorpresa: guerre, stragi e "fate fuori tutti ma tenete per voi le vergini" e "la città venne passata a fil di spada" e "non lasciarono nemmeno un superstite" e persino Mosè che si arrabbia coi suoi generali: «Bestie! Avete lasciato in vita le femmine?!?». Perbacco.
Attacco a leggere un libro serissimo: "Giudici". I Giudici erano delle personalità mandate da Dio per guidare il popolo eletto in momenti di grave difficoltà.
A un certo punto Dio manda Sansone. Secondo me, quando Dio mandò Sansone al popolo eletto, aveva voglia di fargli uno scherzo o di farsi delle gran risate. Del resto il cinema non c'era ancora e bisogna pur arrangiarsi in qualche modo.
Continua...
martedì 25 agosto 2009
Nel profondo del tuo cuore
Renzo: mmh?
Idraulico: Naturalmente poi dimentichiamo tutto.
Renzo: Be', ci avrei giurato.
Idraulico: Ma con l'aiuto di uno Spirito Guida possiamo ritrovare questa conoscenza racchiusa dentro di noi.
Renzo: Una volta ho sognato mio nonno che...
Idraulico: Aspetta! È diverso: quelli non sono angeli, sono persone care che ci vengono in soccorso dall'oltretomba.
Renzo: Ahh. Senti maaaa. E come si entra in contatto con lo spirito guida?
Idraulico: Eeeh, non è facile. Devi cercare a fondo, non fermarti alle apparenze. Devi essere aperto, ricettivo...
Renzo: Ah.
Idraulico: Angeli, arcangeli, Cherubini, Serafini, Principati, Potestà... son cose affascinanti.
Renzo: Sarò onesto: 'sta roba non mi affascina.
Idraulico: È perché non hai la Fede. Tu credi in Dio?
Renzo: No.
Idraulico: Questo è quello che pensi. In realtà tu credi. Nel profondo del tuo cuore tu credi.
Renzo: Fammi capire. Gli angeli mi lasciano indifferente, ed è perché non credo. Ma io credo di non credere: in realtà credo nel profondo del mio cuore. Allora com'è che questa roba continua ad annoiarmi? Aspetta! La so: nel profondo del mio cuore io adoro gli angeli!
Idraulico: Esatto.
Renzo: In fondo sei un simpaticone.
Idraulico: Grazie!
Renzo: Abbi fede.
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Andrea Ferrigno
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Come buttare una mattinata di lavoro 4 gamberoni e due seppie e fare comunque un figurone sul blog
L'impasto al nero di seppia...
...l'IMPERIA!
...la sfoglia...
...le tagliatelle ad asciugare...
Lucia: Che profumo! Queste tagliatelle sono lussureggianti!
Renzo: Be', sì... assaggiale prima...
Lucia: Buon appetito!
Lucia: Ehi, ma... le hai fatte con la colla vinilica?
Renzo: Ehm, temo di sì...
Lucia: In che senso?!?

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Andrea Ferrigno
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Categorie cucina, diario di coppia, Imperia, nero di seppia, Tagliatelle
lunedì 27 luglio 2009
Santa Alleanza
«Tu sterminerai tutti i popoli che il signore tuo Dio ti dona: il tuo occhio non avrà misericordia di loro e non servirai i loro dei»
Dt 7, 16
Santa alleanza
«sarò nemico dei tuoi nemici e avversario dei tuoi avversari: poiché il mio angelo andrà davanti a te e ti porterà dall'Amorreo, dall'Hittita, dal Perittita, dal Cananeo, dall'Eveo, dal Gebuseo, e lo sterminerò»
«Manderò il mio terrore davanti a te e metterò alla deriva tutti i popoli presso i quali andrai e ti consegnerò il dorso di tutti i tuoi nemici»
Es 23, 20-33
Ordini precisi
«rovescerete i loro altari, spezzerete le loro stele, toglierete i loro pali sacri, perché non ti prostrerai a un aldro dio, perché il signore è un Dio geloso»
Es 34, 11
Cronache di guerra
«E colpirono lui, i suoi figli e tutto il suo popolo, finché non restò un superstite, e presero possesso della sua terra»
Nm 21, 34-35
Onore e gloria
«Ecco un popolo che sorge comu una leonessa, si alza come un leone; non si mette a dormire finché non ha divorato la preda, beuto il sangue dei trafitti»
Nm 23, 24
Le ire del generale
«Mosè si adirò contro i comandanti [...] Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le femmine? Furono esse, per suggerimento di Balaam, a stornare dal Signore i figli d'Israele nel fatto di Peor e ad attirare il flagello sulla comunità del Signore»
Nm 31, 13-17
Gli ordini del generale
«Ora uccidete ogni maschio tra i bambini e ogni donna che sia unita con un uomo. Tutte le ragazze che non si sono unite con un uomo le lascerete vivere per voi»
Nm 31, 17
Bottino
«Or il bottino della razzia che avevano fatto i soldati dell'esercito era di 675000 pecore, 72000 buoi, 61000 asini e 32000 persone, cioè donne che non si erano unite con uomo»
Nm 31, 32-35
Anatema
«Abbiamo votato all'anatema ogni città abitata, le donne e i fanciulli; non abbiamo lasciato alcun superstite. Solo il bestiame abbiamo fatto nostro bottino»
Dt 5, 34
Nota dei curatori
«L'anatema era l'offerta a Dio, il vero vincitore, di tutto il bottino di guerra mediante distruzione»
pag. 277, Bibbia Tabor (Nuovissima versione)*
*Ricavata da fonti originali in greco e aramaico. A proposito della traduzione ufficiale CEI leggo:
«in conformità con le direttive del Concilio Vaticano II (costituzione De Sacra Liturgia, n. 36 par. 4.), la traduzione doveva inoltre risultare in accordo con la Vulgata (traduzione in latino poco fedele, NdR). Tale obiettivo tricefalo (fedeltà ai testi originali, alla lingua italiana, alla Vulgata) lascia intuire le difficoltà e i dilemmi che devono aver divorato traduttori e revisori». Obiettivo tricefalo. Sarà stato in onore della trinità. Dico, eh.
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Andrea Ferrigno
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Categorie bibbia, Deuteronomio, Esodo, letture, Numeri, religione
giovedì 23 luglio 2009
Gran Torino
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Andrea Ferrigno
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Categorie Clint Eastwood, Gran Torino, Jamie Cullum, musica
martedì 21 luglio 2009
Decidere cosa è una Rosa
Esmè nei commenti a un post precedente.
In nomine stat rosa pristina, nomina nuda tenemus.
Vent'anni fa, leggendo la frase che chiude Il nome della rosa, mi sentii sconsolato e solo. E anche un po' deluso, perché le pergamene trovate tra le macerie non contenevano un messaggio. Soprattutto m'inquietò il fatto che Adso non sapesse se la vita trascorsa «contenga un qualche senso nascosto, e se più d'uno, e molti o nessuno». Mioddìo, nessun senso?
La rosa originaria è solo un nome. Abbiamo solo nudi nomi.
Ovvero: non esiste una rosa ideale nella mente di un Dio da usare come termine di paragone per definire tutte le rose. "Rosa Ideale" è solo un modo di dire, una comoda convenzione.
La rosa a stelo lungo è una Rosa. Ma Il fior di mandorlo (famiglia Rosaceae), quattro petali e un profumo inebriante, è una Rosa? La rosa canina è una Rosa? Una rosa blu e la rosa OGM a 32000K di colori, sono Rose?
Sta a noi decidere.
Questa cosa ha delle implicazioni.
Bene assoluto indica qualcosa di realmente esistente o è soltanto un modo di dire?
Uccidere un uomo è giusto? Perdìo, no! E uccidere il ladro che ti trovi in cucina nottempo? No, scherziamo? E uccidere un uomo che minaccia di ucciderti? E uccidere un uomo che tiene in ostaggio i bambini di un asilo? E se l'uomo in questione avesse in mano un Kalašnikov e fosse matto come un cavallo?
"Non uccidere" è una prescrizione molto semplice, tuttavia in certi casi non ci è di aiuto. Lasciare che un matto uccida 100 bambini non equivale a ucciderli tu stesso?
Non esiste il Bene assoluto, si decide - tutti noi decidiamo - caso per caso.
Cinque anni fa rileggendo il finale de Il nome della rosa ho sentito un brivido di eccitazione lungo la schiena, come quella volta a quattordici anni.
A quattordici anni, in sella ad una vespa PK 50 XL rossa, in barba a tutti i divieti, uscii dalla città e m'inoltrai per decine di chilometri lungo una strada che attraversa un parco naturale: tornanti, salite, discese, paesaggio splendido. E se mi scoprono? 'Fanculo. Sono in grado di badare a me stesso. Glielo spiegherò. Un attimo dopo, sulla vespa PK 50 XL rossa, alla vertiginosa velocità di 53 Km/h (in discesa), elaborai questo assunto:
«Libertà non è fare quello che ti pare, libertà è scegliere e assumersene la responsabilità.»
Ne seguì una curiosa eccitazione fisica, stranamente non indotta dalla visione di pubblicazioni a carattere - ehm - erotico.
Cinque anni fa il finale de "Il nome della rosa" non mi deluse e non mi spaventò. Mi eccitò. Gli scenari che dischiude quel finale sono entusiasmanti. Affrontarli, privandosi - liberandosi - della guida di una presunta Entità Superiore, li rende anche eccitanti. La libertà è eccitante.
Certamente, m'è rimasta l'ossessione. Leggo la bibbia e mi pongo questioni curiose per un non credente sbattezzato. Tant'è. Qualcosa doveva pur restarmi appiccicato addosso.
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Andrea Ferrigno
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lunedì 20 luglio 2009
Quando la gatta è fuori, il topo si sollazza. Nero di seppia e pesce crudo.
Il risotto alla Fermate la nave**
Il nero di seppia è quello di mio padre: una zuppa con pezzettini di seppia, uova e fegato di seppia, rosolati brevemente con uno spicchio d'aglio e prezzemolo, sfumati al pinot nero e stufati per mezz'ora. Ho abbinato la zuppa di nero ad un risotto di zucca molto dolce. In questo piatto ci sono tre sapori che si armonizzano: il dolce della zucca, l'aspro del prosecco e il salmastro che viene dal fegato e dal nero di seppia.
La ricetta me l'ha data una compagna di letture genovese, di quando ancora leggevo faldoni inediti. Mangio e penso a lei: potere del cibo.
Sublime.
La tartare di Tonnetto
In un trancio di tonnetto c'è tutto un tonno: la parte magra dal sapore delicato, la parte molto grassa e la parte sanguinolenta dal sapore amaro e dolciastro. Tutto ciò è anche nel tonno, dove però, viste le dimensioni, ognuno può mangiare quello che gli piace singolarmente: ventresca, filetto, guanciale. Io del tonno mangio tutto, testa compresa. Quindi il tonnetto va benissimo. Decongelato***, sfilettato, tagliato al coltello, condito con prezzemolo, mezzo limone, poco aglio, sale, pepe nero. Schiacciato in una coppetta e in frigo per un ora. Sopra, peperoncini in agrodolce.
In realtà il mezzo limone "cuoce" rapidamente tutto, del sapore di crudo neanche l'ombra.
Graziosa.
La tagliata di tonnetto.
Ho sfilettato il pesce e l'ho passato in padella 30 secondi per lato. Sale olio pepe e niente limone.
Ottima.
*solace: WordReference English-Italian Dictionary © 2009
solace nf consolazione
solace nm sollazzo
solace nm conforto
solace v confortare
solace v consolare
**fermate la nave: è per via dei colori
***occhio all'Anisakis! In freezer per almeno 24 ore.
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Andrea Ferrigno
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Categorie cucina, nero di seppia, risotto di zucca, tagliata di tonnetto, tartare di tonnetto, tonnetto
venerdì 17 luglio 2009
E se Dio ti comparisse davanti?
Lucia: E se trovassi una prova inconfutabile della Sua esistenza?
Renzo: Urca. Cambia tutto.
Lucia: Ti confessi? Fai battezzare nostro figlio*?
Renzo: Neanche per sogno!
Lucia: E allora cosa?
Renzo: Con La Prova, la questione della Fede svanisce: Dio diventa un dato di fatto. E in quanto tale potrei avviare un progetto di ricerca su di Lui. Magari il Vaticano mi finanzia.
Lucia: Tutto qua? Non diventi più buono? Non porgi l'altra guancia?
Renzo: Perché, l'essere agnostico ha fatto di me un laido gozzovigliatore? Un adoratore di vitelli d'oro? Un assassino, un individualista, un violentatore? E adesso che c'è Dio penitenziagite e diventiamo tutti buoni, ché si va tutti all'inferno?
Lucia: Be' no. Però magari potresti ricrederti su certe questioni tipo aborto, fecondazione assistita, matrimoni e famiglie omosessuali...
Renzo: No. La mia opinione su questioni di quel genere non ha a che fare con la Fede ma con la fiducia.
Lucia: Fiducia in chi?
Renzo: In chi mi dice chi è Dio e cosa vuole da noi. Fiducia nel clero.
Lucia: Sì, ma adesso hai una Prova! Adesso devi necessariamente credere al clero!
Renzo: Ho la prova che Dio esiste, ma in effetti non so altro. I vangeli non sono stati scritti da testimoni oculari e ad ogni modo sono vaghi e incompleti.
Lucia: E allora?
Renzo: E allora perché dovrei fidarmi ciecamente di una tradizione stratificata, spuria, contraddittoria, che ha estrapolato dai vangeli -in modo più o meno arbitrario- leggi, prescrizioni, concezioni etiche? Non mi fido. Le regole voglio discuterle coi miei pari, non me le faccio dettare dal clero.
Lucia: In sostanza non cambia nulla.
Renzo: In sostanza.
Spunti
Da Berlicche: La prova scientifica dell'esistenza di Dio
La risposta di Ivo Silvestro
e quella di Malvino
*potenziale
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Andrea Ferrigno
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Categorie agnosticismo, diario di coppia, etica, religione
giovedì 16 luglio 2009
Preparativi
- Seppie comprate e pulite.
- Sacche del nero e fegati messi via.
- Carnaroli: OK.
- Zucca gialla da pulire.
- Tonnetto sfilettato e messo in congelatore per le larve di anisakis.
- Limoni verdi OK.
- Pinot nero in frigo.
- Bagagli di Lucia pronti.
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Andrea Ferrigno
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Categorie cucina
mercoledì 15 luglio 2009
Due chiacchiere
Renzo: Facciamo un gioco: ognuno scriva la risposta per sé e per l’altro.
Lucia: Ok... fatto! Leggo: “ToglieteGLI tutto ma non i suoi libri”. “ToglieteMI tutto ma non il mio Renzo”…
Renzo: Ah.
Lucia: E già: a te non posso proprio rinunciare… Adesso tocca a te, amore!
Renzo: Sì, ehm. Allora. “Toglietele tutto ma non il gelato”.
Lucia: È vero, adoro il gelato… Come mi conosci bene! E tu amore? A cosa non puoi rinunciare?
Renzo: Ehm. “Toglietemi tutto ma non i miei libri”
Lucia: …
Renzo: Hai indovinato, non sei contenta?
Il resto è su Due chiacchiere!
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Categorie diario di coppia
lunedì 13 luglio 2009
Renzo sostiene Ignazio Marino
Ignazio Marino (dal sito di Ignazio Marino)
«Se Ignazio Marino diventa segretario esco dal PD»
Paola Binetti (APCOM)
«Finché c'è la Binetti*, io il voto al PD non glielo do»
Renzo (Nessun pirata voterebbe mai PD)
Dirigente PD: Siamo estremamente contenti che tu bla bla bla, per noi ogni nuovo iscritto è una piccola vittoria bla bla bla, allora il PD è ancora in grado di bla bla bla, politica dal basso bla bla bla, segretario eletto dalla base bla bla bla
Renzo: YAWN...
Dirigente PD: ma dimmi: cosa ti ha spinto ad iscriverti?
Renzo: Mi sono iscritto per sostenere la candidatura di Ignazio Marino.
Dirigente PD: Eh? Ah...
Renzo: Adesso mi scusi, gentilissimo, arrivederci.
* "finché c'è la Binetti" è una semplificazione. Sarebbe: "finché nel PD avranno visibilità e seguito posizioni che non fanno parte della sua storia e soprattutto DELLA MIA, io non voterò per il PD".
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Categorie bioetica, Ignazio Marino, Nessun pirata voterebbe mai PD, politica
lunedì 6 luglio 2009
Renzo e Lucia entrano nel trilocale
Componenti: capo trentenne, ragazzo ventenne
Ruolo: installatori di mobile bagno e box doccia
Identificativo: i nazi
Descrizione: entrambi hanno capelli rasati, pantaloni da lavoro BetaWork®, scarpe da lavoro BetaWork®, maglietta bianca "Termotecnica". Il capo ha muscoli da palestra, il ragazzo è smilzo. Il ragazzo tende a camminare a capo chino.
Capo nazi: Che cazzo stai facendo?!?
Ragazzo nazi: Ho preso la vite...
Capo nazi: Sei un coglioneeee!! Serve la vite da tre punto cinque, non tre punto seiii!
Ragazzo nazi: ...
Capo nazi: Levati, faccio io! Non servi a niente!! Figa, che cazzo ti porto a fare! Ti devi svegliare, hai capitooo?!?
Squadra sala
Componenti: capo cinquantenne, ragazzo diciottenne
Ruolo: installatori mobili sala
Identificativo: i fricchettoni
Descrizione:
Il capo fricchettone ha capelli lunghi e orecchino, jeans tagliati, maglietta "Diesel", scarpe puma, panza, muscolo da lavoro bruto. Il ragazzo fricchettone ha bermuda hip-hop a mezzo culo, riccioli biondi alla Luke di Hazzard, mutande rosse in vista, maglietta zozza non identificabile. Il ragazzo fricchettone tende a grattarsi a lungo in zone difficilmente raggiungibili e sembra provarci molto gusto.
Ragazzo fricchettone: Non ce la faccio...
Capo fricchettone: Dai, solleva questo cazzo di divano!
Ragazzo fricchettone: Non ho presa, non ce la faccio!
Capo fricchettone: Cristosanto! Te la trovi la presa! Afferra dove capita e solleva 'sto cazzo di divano!!
Ragazzo fricchettone: Mmgggggh!
Capo fricchettone: Vai cazzo VAIII! Pappamolla!!
Ragazzo fricchettone: Mgggrrr! Gggghh!!
Capo fricchettone: Mica ti sei offeso? Se facevo il gentile restavamo lì tutto il giorno...
Ragazzo fricchettone: Stronzo...
Squadra idraulici
Componenti: capo cinquantenne, ragazzo ventenne
Ruolo: montare rubinetti
Identificativo: duo rimorchio
Descrizione: il capo ha un sorriso alla Clark Gable e il fisico di un bagnino in pensione, il ragazzo ha capelli dritti mesciati extreme wax, muscoli cesellati, abbiglio disco trendy.
Capo: cià, passami quel robo là, come si chiama... il pappagal
Ragazzo: tie'
Capo: 'spetta un mument... Guarda che culo che ha quella laggiù!
Ragazzo: figa!
Capo: so io che chiave gli darei a quella là, ne'?
Ragazzo: una bella trapanata!
Capo: col blecchendecher!
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Categorie trasloco, trilocale?
domenica 14 giugno 2009
Cosa resterà di tutta questa carta ?
«In pratica Eco e Carrière sono grandi collezionisti di libri e de Tonnac gli chiede cosa succederà ai loro libri dopo la loro morte. E io che facilmente m’impressiono, ho cominciato a pensare al destino dei miei libri, che sono meno di quelli dei due intellettuali, almeno fino ad ora, e di preziosi quasi non ne ho, però è comunque una biblioteca non indifferente»
Il fatto è che finiranno in polvere nel giro di 50 anni:
«In seguito, già nel XVIII secolo, con l'aumentata disponibilità di stracci da usarsi come materia prima, furono introdotti sbiancanti a base di cloro. Infine, nel XIX secolo, si diffuse l'uso della collatura in macchina ad allume e colofonia. Inoltre vi fu l'introduzione delle prime paste di legno. La qualità del prodotto era quindi sempre più scadente e la carta prodotta tendeva con estrema facilità ad ingiallire e a diventare fragile.»
Estratto da Wikipedia.
Per cui, Renzo e Lucia si chiedono quale sia l'utilità di riempire 8 scatoloni e trasportarli in giro, considerando anche i 32°C attuali. Tuttavia si armano di coraggio e lo fanno comunque.
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Andrea Ferrigno
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Categorie trasloco, trilocale?
giovedì 11 giugno 2009
Dizionario della settimana
allacciamento
assegno
autorizzazione
certificato
conformità
contratto
crisi
detrazione
disdetta
installatore
mestruazione
nero
pacco
patente
permesso
piastrellista
preventivo
residenza
rettifica
rogito
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Categorie trilocale?
domenica 31 maggio 2009
Renzo, Lucia e la consegna delle chiavi
Renzo: Bellissima! Perfetta! Che vista, che finiture! Uno splendore!
Costruttore: E lei, signora?
Lucia: Sì. C'è qualche dettaglio che non va.
Costruttore: Mi dica.
Lucia. C'è questa maniglia: è graffiata.
Costruttore: Ah. Oh, certo, la sostitu...
Lucia: E il citofono: è storto. Poi c'è una macchia di vernice verde sul muro del balcone. Gli zoccoletti sono montati malissimo in tutte le stanze. E qui c'è una macchia gialla sull'intonaco.
Costruttore: Ossignùr, 'spetti che prendo nota...
Lucia: S'è dimenticato del pannello bianco dietro la porta d'ingresso. La cassaforte è sulla parete dell'armadio. Che si fa, spostiamo l'armadio ogni volta che devo prendere un paio d'orecchini? E poi cos'è quel tubo nella cantina? Non mi aveva detto che passava il tubo di scarico in cantina. E se si rompe? Paga lei? E quando vi decidete a tosare l'erba? E quando togliete la gru davanti alla mia finestra?
Costruttore: 'Spetti, scüsi ne, stia lì che vado a cercar el capocantier... stia lì, che torno sübit!
Lucia: È scappato!
Renzo: Mi sa di sì...
Lucia: Merda! Dovevo ancora dirgli del pavimento graffiato da rifare!
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Andrea Ferrigno
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Categorie diario di coppia, trilocale?
martedì 19 maggio 2009
Europa multietnica
Give me the food - I said - give me the food
Give me no fruit, if you love me
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Andrea Ferrigno
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Categorie Miss Platnum, musica, politica
martedì 12 maggio 2009
Polpette di patate #3 - Mangiare o non mangiare?
Mangiarle o non mangiarle, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli ortaggi, i cespi e i cardi dell'insulso menù, o prender l'armi contro un mare di polpette e combattendo disperderle.
Lucia: Omioddìo! Sono fritte?!?! Non le voglio nemmeno guardare!
Renzo: Ok, mangio io.
Lucia: Non per me, no-nò. Una bella insalatina.
Lucia: E poi scommetto che c'è l'aglio. Figurati, lo so che ce l'hai messo. Di me non t'import...
Renzo: Non in quelle tonde.
Lucia: Ok, ne mangio una. Una e basta.
Renzo: Certo! Tanto poi c'è ancora l'ultima.
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Categorie cucina, diario di coppia, polpette, ricette della nonna
lunedì 11 maggio 2009
Polpette di patate #2 - Ingredienti
Polpette di patate #1 - Amarcord
Polpette di pattate #3 - Mangiare o non mangiare?
Renzo: Ciao pa', mi passi la mamma?
Padre di Renzo: Non c'è, è andata a una riunione del gruppo Padre Pio...
PdR: Padre Pio. L'hanno fatta vice presidente del gruppo di preghiera Padre Pio.
Renzo: Ma', avete già cominciato la... sessione? Puoi parlare?
Madre di Renzo: Sì, aspetta - Mariucciaaaa! Voi cominciate che io arrivo! - allora, dimmi!
Renzo: Ma', mi dài la ricetta delle polpette di patate?
MdR: Figghiu miu! Se me lo diveci a Natale che avevi desiderio, te le facevo... E adesso cosa fai, te le prepari tu?
Renzo: Ma', me le preparo io, sopravviverò anche a questo.
MdR: U Figghiu, se le prepara lui! Ma quantu si abbirsatu! Allora: schiaccia le patate lesse,
Renzo: Ma', quante patate?
MdR: Quante? Non so, io faccio a occhio... Allora, per due fai un chilo.
Renzo: Un chilo per due?!?
MdR: La volta che ti decidi a farle, tanto vale che ne fai un chilo. Poi mi dici se ne restano. Ci metti tanto formaggio grattugiato e poco pan grattato...
Renzo: Che vuol dire tanto? Due cucchiai? Tre?
MdR: Seee, due cucchiai! Non meno di un piatto, altrimenti non viene la crosta!
Renzo: Ok, e siamo a 1600.
MdR: 1600 cosa?
Renzo: Calorie.
MdR: E che sei, a dieta? Ad ogni modo. Aggiungi un paio di uova. La nonna per la verità ne metteva quattro. Poi il pan grattato, il prezzemolo e due tre spicchi d'aglio grossi. Infine pepe nero e noce moscata. Impasta per bene e fai raffreddare.
Renzo: Perché?
MdR: Altrimenti non riesci a fare le polpette. A freddo la pasta è più soda. Le polpette vanno infarinate e fritte in olio abbondante.
Renzo: Tutto qua? Finito?
MdR: Sì, finito. Adesso vado che mi stanno aspettando.
Renzo: Ok, grazie! Buona pregata!
Polpette di patate #1 - Amarcord
Polpette di pattate #3 - Mangiare o non mangiare?
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Andrea Ferrigno
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Polpette di patate #1 - Amarcord
Nonna Maria: polpette di patate, timballo di riso e raja stemperata, ovvero Le tre età dell'uomo.
Nonna Maria friggeva le polpette e le inpilava in montagnette. Lei impilava e io di tanto in tanto ne rubavo una, quelle rubate sono più croccanti e bruciano la lingua. A queste montagne attingevo con disinvoltura, mentre i grandi erano titubanti, circospetti. La zia Aurore rifiutava arricciando il naso e toccandosi il ventre incavato; mamma rifiutava con decisione e poi ne prendeva una (e basta) e poi un'altra (l'ultima!); papà cercava di guardare altrove parlando con lo zio di acidità, poi ne ingollava velocemente un paio. Ne mangiavano in tutto quattro o cinque. Ma allora per chi erano quei due piatti pieni di polpette? Io ne mangiavo in quantità. La nonna mi incoraggiava, rifiutavano tutti e toccava a me farle fuori. E io mi ci mettevo d'impegno.
Mi tocca chiamare mamma.
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Andrea Ferrigno
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